Forni di fusione e crogioli
I forni di fusione e i crogioli sono attrezzature termiche progettate per portare metalli e leghe allo stato liquido a temperature comprese tipicamente tra 300 °C (leghe di stagno/piombo per fonderia amatoriale) e 1.600 °C (acciaio inossidabile). Il contenitore refrattario — il crogiolo, in grafite-argilla, carburo di silicio o ceramica ad alta temperatura — deve resistere alle temperature estreme e all'attacco chimico del metallo fuso e dei flux utilizzati per rimuovere le scorie.
I forni di fusione si suddividono per principio di riscaldamento: i forni a induzione riscaldano il metallo per effetto Joule generato da un campo elettromagnetico, garantendo omogeneità della temperatura e minima ossidazione; i forni a resistenza elettrica o a gas sono più economici e adatti a leghe a bassa fusione; i crogioli su bruciatore propano/ossiacetilenico offrono la massima flessibilità portativa per piccole fonderie artigianali. In ambito maker e oreficeria, la fusione permette di creare getti in argento, ottone, bronzo e alluminio per gioielleria, scultura e prototipazione rapida attraverso la cera persa o la fusione a gravità in stampi in sabbia.
Macchine per questa lavorazione
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