Finitura superficiale
Le lavorazioni di finitura superficiale rappresentano l'atto conclusivo del processo manifatturiero, rivelandosi indispensabili per conferire al pezzo le qualità estetiche, tattili e funzionali definitive prima del suo effettivo utilizzo. L'azione meccanica di levigatura e preparazione è dominata dalla carteggiatura, che si declina attraverso molteplici macchinari a seconda della geometria del pezzo: dalle potenti calibratrici a tamburo e levigatrici a nastro per spianare grandi superfici continue, fino ai sistemi orbitali e oscillanti per le finiture di pregio prive di graffi direzionali, passando per gli edge sander dedicati alla profilatura. Spesso, specialmente nel settore dell'arredamento, questi profili grezzi vengono poi sigillati e nobilitati tramite la bordatura, un processo automatizzato che applica e rifila nastri polimerici o lignei sui bordi esposti dei pannelli. Quando è invece necessario irruvidire, pulire o sverniciare metalli e leghe, entra in gioco la sabbiatura, che sfrutta un getto ad alta pressione di particelle abrasive per ottenere una texture uniforme. Per l'obiettivo diametralmente opposto, ovvero raggiungere standard di brillantezza assoluta, si ricorre alla lucidatura tramite dischi morbidi e paste abrasive finissime. Infine, in ambito metallico avanzato e medicale, la finitura elettrochimica offre una soluzione all'avanguardia: immergendo il pezzo in un bagno galvanico controllato, rimuove le micro-asperità a livello ionico senza indurre stress meccanici, garantendo superfici speculari, sterili e altamente resistenti alla corrosione. Insieme, questi trattamenti sublimano la materia grezza, unendo la perfezione visiva alle massime prestazioni chimico-fisiche.
Macchine per questa lavorazione
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